lunedì 28 settembre 2009

A handbook of industrial districts

In questo testo specialistico pubblicato dall'editore Elgar sono raccolti i saggi di studiosi italiani e stranieri sui distretti industriali (ID - Industrial Districts), uno dei fenomeni socio-economici più interessanti degli ultimi decenni, di rilievo tanto maggiore oggi di fronte alle sfide e alle opportunità aperte dal cambiamento economico e sociale legato ai processi di internazionalizzazione delle imprese e di integrazione economica internazionale. Nel volume si dà conto dell'ormai trentennale dibattito sulla natura e sul ruolo dei distretti, a partire dalle trasformazioni nell'organizzazione della produzione manifatturiera in Europa durante l'età tardo-medievale e moderna, favorite dallo sviluppo urbano e intrecciate al sistema delle gilde, fino alle tendenze contemporanee e future, in un contesto socio-economico nel quale forze globali e locali interagiscono sempre più nel modellare i risultati economici delle imprese e la condizione delle collettività. Si illustra in particolare come la specializzazione produttiva rifletta atteggiamenti e preferenze delle comunità locali, e interpreti l'aspirazione delle stesse a ricavarsi uno spazio nella divisione del lavoro nazionale e internazionale.

BECATTINI Giacomo - BELLANDI Marco - DE PROPRIS Lisa,
A handbook of industrial districts.
Cheltenham; Northampton: Elgar, 2009.

Gli argomenti del libro:
Origin and theories of industrial districts (Early industrial districts, From the English roots to the Italian); The nature of industrial districts (Socio-cultural and institutional aspects, Knowledge, learning and creativity); Empirical investigations on industrial districts (Empirical evidence, The Italian experiences, The experiences in other industrialised countries, The experiences in emerging and developing countries); Globalisation and industrial districts (Global challenges, Public policies and industrial development strategies).


In biblioteca
alla collocazione: L 338.6042 HAN

Manuale delle operazioni straordinarie

Quarta edizione del manuale pubblicato dall'editore Ipsoa, dedicato alle operazioni straordinarie. Il testo privilegia gli aspetti operativi e divulgativi delle operazioni straordinarie, ed è rivolto soprattutto ai professionisti che desiderino un aggiornamento sulla base delle nuove disposizioni civilistiche e tributarie in materia societaria. Questa edizione, in particolare, accoglie le novità introdotte dalla Legge n. 203/2008 (Finanziaria 2009), dal D.L. n. 185/2008 ("decreto Anticrisi"), e dalla Legge n. 133/2008 (cessioni di partecipazioni). La struttura del testo rimane inalterata rispetto alle precedenti edizioni: a ciascuna operazione straordinaria (liquidazione volontaria, fusione, scissione, trasformazione, ecc.) è dedicato un capitolo, in cui, dopo una breve definizione, si espongono le disposizioni civilistiche, le impostazioni contabili, gli aspetti fiscali, i riferimenti normativi, la prassi e la giurisprudenza.

CREMONA Giovanni - MONARCA Paolo - TARANTINO Nicola,
Manuale delle operazioni straordinarie.
4 ed. Assago: Ipsoa, 2009.


Gli argomenti del libro:
Liquidazione volontaria; Fusione societaria; Scissione societaria; Trasformazione; Cessione d’azienda; Affitto d’azienda; Trasferimento d’azienda a titolo gratuito; Conferimento d’azienda; Cessione di partecipazioni; Lo scambio e il conferimento di partecipazioni; Operazioni sul capitale; Procedimento di ammissione alla quotazione in borsa; Disciplina antielusiva


In biblioteca
alla collocazione: L 346.450662 CRE MAN

sabato 12 settembre 2009

La Nave e la formaciòn de usuarios


Ieri giornata dedicata alla visita alla cosiddetta "Nave", perchè sta vicino a Calle de la Nave. La "Nave"altro non è che il centro servizi delle biblioteche di Ateneo. Se io ho conosciuto l'attività della Biblioteca delle scienze sociali bisogna tenere presente che le altre aree disciplinari (Scienze, Umanistica ecc.) hanno ciascuna una biblioteca. Il coordinamento riguarda fondamentalmente: la comunicazione e per essa il sito web, i sistemi di gestione informatica, il prestito interbibliotecario, l'acquisto delle risorse elettroniche. I trend che ho potuto leggere sono una preferenza allo sviluppo di collezioni elettroniche dove possibile, una costante attenzione al sito web che presto sarà gestito con un content manager, la volontà di intercettare i bisogni degli utenti (si veda ad esempio il progetto di dotare le biblioteche di piccoli laptop con pochi programmi caricati e ovviamente accesso web per gli studenti che ne facciano richiesta).
Della Nave un piccolo gioello è la Biblioteca digitale Somni, collezione di incunaboli, cinquecentine e testi a stampa antichi conservati in sale monumentali. La digitalizzazione dei volumi è in fase avanzata, il catalogo è già in linea.
Dalla Biblioteca di scienze sociali l'ultimo contributo ha riguardato un bel confronto sulle attività di istruzione agli utenti, che qui sono cominciate nel 2000. L'esperienza è matura e molto strutturata. L'offerta è diversificata in corsi di formazione all'uso della biblioteca, seguiti, grazie ad un accordo con la Facoltà, da tutti gli studenti del primo anno, parliamo di circa 4000 studenti. L'offerta poi si diversifica attraverso varie proposte di formazione "a la carta", ossia per gruppi su temi proposti da docenti o studenti ma molto più specifici (ad es. fonti di informazione per l'analisi di mercato; la ricerca di giurisprudenza nelle risorse gratuite web...). Accanto ci sono, in tutto l'anno, incontri programmati sull'uso del catalogo e sulle singole basi di dati. Davvero un bel lavoro, complimenti alla coordinatrice dei servizi di reference, Celi Aragon.

venerdì 11 settembre 2009

Ingegneri lettori a Valencia


Oggi una variante sul tema, si fa per dire. Sempre di biblioteche si tratta. Grazie alla grande disponibilità dei colleghi della Universitad de Valencia, che hanno gestito i contatti, ho potuto visitare le biblioteche della Universitad Politecnica de Valencia. In pratica a Valencia le università sono due, distinte per competenze: quella che mi ospita e la Politecnica. Una visita a quest'ultima mi ha consentito di avvicinarmi alla realtà di discipline che non sono presenti nella prima, appunto le discipline ingegneristiche e specialmente l'ingegneria gestionale. Il campus però ospita anche la facoltà di architettura e quella di belle arti. E' un campus molto grande, la prima cosa che si nota sono le piscine, i campi da tennis (che non mancano nemmeno nella Universitad de Valencia), e le tante opere d'arte contemporane sparse dappertutto. Una sorta di museo all'aperto, qualcosa di simile al Museo Pagani di Castellanza. Le biblioteche sono diverse, suddivise per disciplina, ma quella generale si fa notare almeno per un particolare non indifferente: qui hanno comprato, e parliamo non di letterati ma di ingegneri, migliaia di volumi di letteratura spagnola, non solo i classici ma anche letteratura contemporanea. Hanno centinaia di DVD di film, che prestano agli studenti, e tengono un blog in cui commentano appunto le letture non di studio ma per piacere. Leggere piace così tanto che per la Giornata del libro qui pensano di distribuire nei tipici luoghi di attesa del Campus libri, lasciandoli a disposizione di chi li voglia prendere, libri piccoli, piacevoli, il tempo della lettura durante l'attesa. Se aggiungiamo i fumetti (sono pur sempre una forma d'arte) e i giochi di strategia catalogati e posti sugli scaffali ci facciamo un bel quadro del dinamismo incontrato.

mercoledì 9 settembre 2009

Dietro le quinte


La giornata di oggi è stata dedicata ad una maggiore comprensione del funzionamento della Biblioteca di scienze sociali. La struttura dell'organizzazione è di tipo funzionale, ho potuto incontrare i coordinatori delle varie funzioni, acquisti, catalogazione, gestione periodici, e intervistarli. I servizi avranno uno spazio apposito nei prossimi giorni.
Il meccanismo funziona bene grazie ad una gestione delle informazioni solida: i colleghi mi hanno mostrato i vari moduli del sistema integrato di gestione di biblioteca che adottano, ciascuno per l'area di pertinenza. La biblioteca gestisce tutti gli ordini di libri che riguardano il Campus delle scienze sociali, in base a scelte effettuate dal corpo docente. Lo sviluppo delle collezioni di periodici, periodici elettronici e banche dati viene invece gestito a livello centrale e non dalle singole biblioteche. Sul fronte periodici, 1500 circa in versione cartacea, un nuovo servizio che ha avuto molto successo, riservato ai docenti, riguarda la possibilità di ricevere per posta elettronica la scansione di articoli di proprio interesse. A fronte di una mail del docente il servizio periodici procede all'invio entro la giornata. Il settore catalogazione dedica una parte consistente del lavoro complessivo nella parte semantica. Oltre all'assegnazione dei numeri della Classificazione decimale universale, che funge poi da numero di collocazione, ci sono i soggetti, che sono in valenciano. Confrontarsi con altre realtà su questo punto non è cosa facile, visto che esistono dei soggettari, ma quelli delle biblioteche catalane, il valenciano è altro...
La giornata si è chiusa con la visita al fondo antico, con tanto di libro illustrato di Lombroso. Nel caso mi mancasse l'Italia, che per altro in questa biblioteca è molto ben rappresentata soprattutto con testi e riviste giuridiche.

martedì 8 settembre 2009

Non di soli spazi...


La mattina si è aperta con il promesso incontro con la direttrice, che ha inotrodotto la Biblioteca di Scienze sociali a partire dal progetto architettonico datato 1990. Autore del progetto un architetto italiano, Giorgio Grassi. Prima della realizzazione passarono 9 anni, e quando la biblioteca divenne realtà parve evidente che la struttura, una crocera centrale con vari ballatoi lungo gli otto piani, avrebbe posto ai bibliotecari qualche problema di complessità a livello di circolazione. A me personalmente sono venute le vertigini dal sesto piano, guardando giù dalle bianche ed in apparenza esili ringhiere. Indubbiamente l'edificio è bello e l'illuminazione è molto buona, ma la posizione dei banchi informazioni, presenti solo a piano terra, e il personale dietro il vetro, ben nascosto lungo i ballatoi e poco alla portata degli utenti, fa sorgere qualche dubbio su quanto gli architetti abbiano ascoltato con attenzione i bibliotecari in fase di analisi progettuale. Nel rapporto con gli architetti tutto il mondo è paese, non solo in Italia sembra che ascoltino poco i bibliotecari.
I dati sono impressionanti: 214.000 prestiti per 25.000 studenti, 1244 posti a sedere, 12000 nuovi libri acquistati l'anno, una collezione di centinai di migliaia di volumi.
Creare questa biblioteca ha voluto dire aggregare tutti i volumi che erano sparsi nei dipartimenti e quindi costruire una vera collezione. Questo lavoro ha richiesto vari anni e un lavoro enorme, al punto che solo negli ultimi due anni il processo di aggregazione delle collezioni può dirsi concluso.
A gestire il tutto uno staff di 56 persone. Se chiediamo alla "directora" come vede il futuro della sua biblioteca ci risponde che la vede sempre più come una "sala ruidosa", cioè uno spazio che evolve dalla biblioteca silenziosa auspicata dai cartelli di cui ho parlata ieri, verso un luogo più adatto ai giovani studenti di oggi. Il futuro è infatti nella biblioteca come luogo di studio e aggregazione e solo in parte come area per lo studio individuale. Queste sono le richieste che arrivano alla "directora" da parte degli utenti, che con davvero ammirevole cura vengono raccolte in una sorta di "cahier de doléance" di cui si tiene conto per organizzare i servizi. Non parliamo poi degli orari. A Valencia gli studenti non dormano mai e richiedono un apertura 7 giorni su 7 per 24 ore. E la biblioteca di scienze sociali risponde. Si tratta di un'apertura parziale, solo in periodo di esami, e solo per la biblioteca di base, ossia di libri di testo, senza servizi di reference. Una grande sala studio sempre aperta.
Mi piacerebbe verificare se davvero ci sarà qualcuno alle tre di notte. Per fortuna posso fidarmi della Directora che è scettica che proprio alle tre di notte sia molto affollata ...

lunedì 7 settembre 2009

Vale




In ogni posto c'e' un tipico intercalare, qui e' "vale", che poi significa "bene". Vale, eccoci a Valencia. La citta' dell'American's Cup e del mondiale di Formula 1 e' come te la immagini: razionale ed efficiente, dall'areoporto arrivi in centro in 20 minuti, i mezzi funzionano, se si aggiunge che c'e' anche il mare potrebbe far concorrenza a Barcellona nel cuore degli studenti italiani in Erasmus.
Ma veniamo alle biblioteche. Tanto per cominciare quella delle Scienze sociali dell'Universita' di Valencia che mi ospita. Serve oltre 25000 studenti, per tre Facolta': Economia, Diritto e Scienze sociali. Notizie piu' dettagliate sui numeri domani, dopo l'incontro con la "Directora": Dr. Blanca Llopis Carles. L'impressione e' quella di una struttura molto funzionale, con tanta e ottima segnaletica per evitare alla gente di perdersi in continuazione. C'è pure il gatto, pare mascotte della biblioteca da questa estate. 8 piani di libri esposti a scaffale aperto, una biblioteca speciale "basica", ossia con soli libri di testo, e in più svariati magazzini. Collocazioni con la CDU, molto diffusa in Spagna.
Da queste parti non bisogna stupirsi se conoscendo oltre all'inglese un po' di spagnolo ci si imbatte in Eixida d'emergentia e i conti non tornano. Ma "uscita" in spagnolo non si diceva salida? Si', peccato che qui si parla anche il valenciano, una variante del catalano, un'altra lingua rispetto allo spagnolo. Per noi e' pure un aiuto: le volte che manca l'inglese e lo spagnolo non torna.
Per non sbagliare, in modo da sentirsi a casa, anche qui un bel cartello Silenci' per favor. Ma allora siamo proprio in biblioteca!

venerdì 4 settembre 2009

Alla scoperta delle biblioteche dell'Università di Valencia

Viaggio di studio alla scoperta delle biblioteche dell'Università di Valencia. Il viaggio comincia da Malpensa in una bella domenica mattina. A Valencia i colleghi hanno messo le mani avanti. Ci sono 35 gradi, avvisati quindi!