martedì 22 dicembre 2009

Ecologia della marca

La nascita, lo sviluppo e la fine dei marchi di fabbrica e di commercio sono determinati da relazioni ed equilibri complessi. La sopravvivenza di una marca dipende dalla sua capacità di adattamento al mutare del contesto, come nel caso delle crisi economiche del 1993, del 2001 e del 2007, superate grazie a cambiamento e innovazione. Nel libro si analizza la gestione di questo equilibrio a partire dalle relazioni tra gli attori dell’"ecosistema" della marca: azionisti, clienti, società, impresa e marchi. Il testo è corredato di dati per lo più provenienti dalle ricerche GfK Eurisko, istituto operante in Italia nella ricerca sociale e di mercato sui consumatori.

FORNEZZA Fabrizio - TESTORI Matteo,
Ecologia della marca: la metafora ecologica per comprendere e gestire
la marca in tempi di crisi.
Assago: Ipsoa, 2009.

Argomenti del libro:
L’ipotesi Gaia della marca; La marca ed il suo eco¬sistema di relazioni; Per una tassonomia della marca; Le conseguenze strategiche ed operative del modello olistico¬ecologico; L’organismo azienda al servizio della marca: le mutazioni genetiche organizzative che aiutano la competizione; Lo stato di salute della sistema ecologico della marca: sopravvivere alla glaciazione 2008¬2010; L’evoluzione della specie della Marca; Adattarsi o modificare l’ecosistema?


In biblioteca
alla collocazione: L 658.827 FOR ECO

venerdì 18 dicembre 2009

Communication power

La rivoluzione delle tecnologie della comunicazione, attualmente in corso, ha determinato un cambiamento nel modo in cui le persone sentono, pensano e agiscono. E' in questo nuovo contesto di comunicazione mediatica che oggi si giocano le strategie del potere. L'Autore, appoggiandosi a teorie psicologiche e sociali differenti, secondo le quali la chiave per l'analisi di questi rapporti sono le reti socio-spaziali (locali, nazionali, globali), nella cui intersezione prendono corpo le società, esplora da un lato i fattori strutturali determinanti il potere sociale e politico nella network society globale, e il processo della comunicazione di massa nelle attuali condizioni culturali e tecnologiche, dall'altro, l'elaborazione cognitiva dei segnali provenienti dal sistema di comunicazione quando si riferisca a una pratica sociale rilevante dal punto di vista politico.

CASTELLS Manuel,
Communication power.
Oxford: Oxford U.P., 2009.

Gli argomenti del libro:
Power in the network society; Communication in the digital age; Networks of mind and power; Programming communication networks: media politics, scandal politics, and the crisis of democracy; Reprogramming communication networks: social movements, insurgent politics, and the new public space.



In biblioteca
alla collocazione: L 303.4833 CAS COM

martedì 15 dicembre 2009

L’infermiere e la libera professione

In Italia da alcuni anni si registra un aumento della domanda di assistenza sanitaria anche al di fuori del Sistema sanitario nazionale (per esempio, assistenza infermieristica domiciliare o nelle residenze per anziani), alla quale gli infermieri hanno risposto trasformando la propria professione da ausiliaria in sanitaria. Nasce così la professione di infermiere come libera professione riconosciuta ufficialmente mediante l'istituzione nel 1996 dell’ente previdenziale ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e l’approvazione, nel 2002, del nomenclatore tariffario nazionale. Il libro fornisce informazioni sull’esercizio autonomo della professione infermieristica (aspetti normativi e fiscali, possibili attività, responsabilità professionali, privacy, formazione continua) e offre consigli pratici basati sull’esperienza dell’autore. Il testo si conclude con un elenco di strumenti utili: anagrafe dei liberi professionisti, fatturazione e normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

CECCHETTO Luca,
L'infermiere e la libera professione.
Milano: McGraw-Hill, 2009.

Gli argomenti del libro:
L’esercizio autonomo della professione infermieristica (Fattori di sviluppo della libera professione; Lavoro autonomo, norme, codice deontologico; Ambiti di attività; L’attività infermieristica libero professionale; Compatibilità e incompatibilità; Pubblicità sanitaria e tariffario nazionale; Le responsabilità professionali dell’infermiere libero professionista; La previdenza per il libero professionista; Associazionismo in Italia; Documentazione infermieristica e privacy nella libera professione); Il mercato libero professionale (Lo studio infermieristico; Minacce e opportunità in libera professione; Il libero professionista e la formazione continua: un obbligo morale); Strumenti per il libero professionista



In biblioteca
alla collocazione: L 610.73069 CEC INF

venerdì 11 dicembre 2009

Business intelligence

Le organizzazioni si trovano oggi nella necessità di doversi difendere dalle numerose emergenze - ambientali, economiche, sanitarie, ecc. - che rendono sempre più complesso e instabile il contesto competitivo globale. Contro queste insidie è di vitale importanza dispiegare un efficiente sistema di ricerca, raccolta, elaborazione e distribuzione di informazioni a supporto della gestione strategica: un processo di cui si avvalgono sia gli Stati, sia le imprese (queste ultime, soprattutto a partire dagli anni Sessanta), denominato strategic intelligence (SI). La SI va ben oltre la sorveglianza strategica (strategic watch), al cui ambito purtuttavia afferisce, in quanto ha sì una funzione informativa e predittiva (cioè consente di prevedere eventi inaspettati), ma è anche proattiva, nel senso che produce raccomandazioni e istruzioni utili per la decisione, contribuendo così al vantaggio competitivo delle imprese. Il libro, dedicato prevalentemente ad addetti ai lavori e a dirigenti, si concentra sugli aspetti più avanzati dell'attività di SI, e presenta uno strumento per misurarne l'efficacia e l'impatto sulla performance dell'azienda.


COHEN Corine,
Business intelligence: evaluation and impact on perfomance.
London: ISTE; Hoboken: Wiley, c2009.


Gli argomenti del libro:
Scanning the environment: a vital necesity for companies; Evolution of the general concept of surveillance; The global measurement model of strategic intelligence; Objectives, products, use and context of strategic intelligence; Evaluation of the organizational resources of SI; Evaluation of the SI process; Evaluation of human, technical and financial resources of SI; SI measurement tools for SI managers; Measurement tools for SI users.



In biblioteca
alla collocazione: L 658.472 COH BUS

mercoledì 9 dicembre 2009

Dizionario di economia civile

Dizionario caratterizzato da un taglio specifico, che vede le relazioni interpersonali quali fattori che aprono l'economia ai principi del dono e della gratuità. Le voci, redatte da docenti, documentate ciascuna per mezzo di una bibliografia, sviluppano concetti espressi nel lessico economico fino al diciannovesimo secolo e oggi quasi completamente scomparsi dall'orizzonte della disciplina, attraverso i quali si ricostruisce appunto il cosiddetto "valore di legame", da affiancare alle tradizionali categorie del valore d'uso e del valore di scambio. I lemmi sono riconducibili a tre diverse tipologie: voci teoriche ("liberalismo", "sussidiarietà", ...), voci relative a esperienze di economia civile ("finanza etica", "gruppi di acquisto solidali", ...) e, infine, persone che hanno portato un contributo in questo settore, da Aristotele in poi.

BRUNI Luigino - ZAMAGNI Zamagni (curatori),
Dizionario di economia civile.
Roma: Città Nuova, 2009.


In biblioteca
alla collocazione: L 330.03 DIZ

venerdì 4 dicembre 2009

Governare i beni collettivi

Edizione italiana del libro pubblicato nel 1990, in cui l'Autrice, recentemente insignita del Premio Nobel, analizza il fenomeno dei commons, le risorse di uso collettivo, beni naturali, o artificiali, difficili da delimitare per precluderne l'accesso a terzi e il cui utilizzo da parte di singoli appropriators potenzialmente comporta una riduzione dei benefici che altri possono ricavarne. Ostrom, interessata a come lo sfruttamento delle risorse comuni possa essere organizzato al fine di prevenire eventuali eccessi e, al contempo, limitare i costi di amministrazione, affronta in un'ottica istituzionalista la gestione di questi beni da parte delle istituzioni di common property. La cospicua mole di dati raccolti per anni sugli esperimenti (riusciti o meno) di autogoverno, integrata con i risultati delle ricerche in campi specializzati, permette di evidenziare alcune costanti nelle forme di cooperazione esaminate, che nell'interpretazione di Ostrom denotano la tendenza a superare le tentazioni implicite nell'uso delle risorse comuni e a raggiungere un più alto grado di efficienza collettiva.


OSTROM Elinor,
Governare i beni collettivi. 2. ed. it.
Venezia: Marsilio, 2009.

Gli argomenti del libro:
Riflessioni sui beni collettivi; Un approccio istituzionale allo studio dell'auto-organizzazione e dell'autogoverno nelle situazioni caratterizzate da risorse collettive; Un'analisi dei sistemi d'uso delle risorse collettive: alcuni casi di sistemi durevoli, auto-organizzati e autogovernati; L'analisi dei cambiamenti istituzionali; Analisi degli insuccessi e delle fragilità istituzionali; Impostazione dell'analisi delle risorse collettive auto-organizzate.
Saggi introduttivi sul governo delle risorse collettive (di Cristiano Andrea Ristuccia, Giovanni Vetritto e Francesco Velo).


In biblioteca
alla collocazione: L 333.717 OST GOV

mercoledì 2 dicembre 2009

Produttività e cambiamento nell'industria italiana

La ricerca promossa dalla SIEPI (Società Italiana di Economia e Politica Industriale) ha portato alla pubblicazione di questo volume sull'industria manifatturiera in Italia che indaga sulla ristrutturazione delle imprese dopo la crisi del 2001-2002 fino alla caduta della domanda del 2008-2009. Il testo è diviso in due parti. La prima è incentrata sulla competitività del sistema e sulla produttività delle imprese: si sofferma perciò ad analizzare il costo del lavoro, l'importanza dell'innovazione tecnologica e la scarsa localizzazione delle imprese multinazionali in Italia dovuta, si ipotizza, all'inefficienza dell'apparato burocratico, al sistema legale e alla rigidità del mercato del lavoro che scoraggiano l'insediamento delle imprese estere. Nella seconda parte si cercano le cause del difficile cambiamento, ad esempio nelle mancate riforme della corporate governance, nello scarso impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) nei processi aziendali, nella bassa diffusione delle imprese ad alta tecnologia che potrebbero avere un rapido sviluppo se supportate da un imprenditore competente. Aspetti positivi sono invece considerati il riposizionamento sui mercati internazionali delle medie imprese italiane nell'ultimo decennio e la delocalizzazione internazionale delle industrie italiane grazie alla separazione delle fasi di produzione in moduli (tasks) e alla riduzione dei costi di trasporto.

RONDI Laura - SILVA Francesco Silva (curatori),
Produttività e cambiamento nell'industria italiana: indagini quantitative.
Bologna : Il mulino, c2009.

Gli argomenti del libro:
Produttività delle imprese e competitività del sistema; Il difficile cambiamento del sistema delle imprese
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In biblioteca
alla collocazione: L 338.060945 PRO