mercoledì 30 luglio 2014

Finance and society in 21st century in China

Tong, docente di finanza al Centro di insegnamento di management di Birmingham, analizza la realtà socio-economica cinese nel 21. secolo caratterizzata da una disconnessione tra il fenomeno finanziario e le sue radici culturali, con tutti i problemi e sfide da essa derivanti. L'autrice auspica una riconnessione tra queste due realtà e propone la teoria e l'applicazione di un modello finanziario socialmente contestualizzato e sostenibile. Il problema bancario e finanziario è analizzato sia da una prospettiva globale che da quella locale, cinese. Vengono inoltre proposti 3 casi di studio.
Abstract di Arianna Gorletta

TONG Junie T.,
Finance and society in 21st century in China: Chinese culture versus western markets.
Farnham, Surrey; Burlington, VT: Gower, 2011.

Gli argomenti del libro:
Time for financial transformation; From investment banking to finance-in-society; Finance and society; Finance and humanity; Banking and finance in a global context; The developmental path of finance; The interdisciplinary nature of finance; Chinese philosophy in banking and finance; The story of modern China; Narrative, philosophy and application: banking and finance in China; China Construction Bank Corporation: from critical consciousness to balance and harmony; The Grameen Bank: life as a story and as a journey; Catalyst Foundation: participatory action and empowerment; The finance-in-society model.



In biblioteca
alla collocazione: L 332.0951 TON FIN

giovedì 24 luglio 2014

Occupational change in Europe

Daniel Oesch, professore al Life course and inequality research centre dell'Università di Losanna, svolge un'indagine comparativa sui modelli di evoluzione del mercato del lavoro nell'Europa occidentale che ha l'obiettivo di determinare se si protenda verso un futuro in cui sarà dominante la classe media o, piuttosto, caratterizzato da classi sociali profondamente polarizzate. L'analisi affronta il tema della qualità delle nuove occupazioni, della mobilità, delle implicazioni sociali della struttura occupazionale e dell'opportunità o meno che le nuove generazioni svolgano professioni più remunerative di quelle dei loro genitori. Il primo capitolo sintetizza l'evoluzione del dibattito sul cambiamento occupazionale e analizza le relazioni che intercorrono tra tecnologia, competenze e istituzioni, e la struttura del lavoro. Il secondo presenta le evidenze empiriche, spiega la strategia usata e offre un'immagine del cambiamento in 5 Paesi. I capitoli successivi cercano di dare spiegazione a quanto emerso dall'analisi dei dati: il terzo capitolo abbraccia la teoria secondo cui il cambiamento sia frutto dell'evoluzione della tecnologia e del mercato internazionale; il quarto quella secondo cui responsabili siano i processi educativi e di immigrazione; il quinto propone le istituzioni del mercato del lavoro come principali responsabili. Il sesto capitolo affronta la questione della disoccupazione. La conclusione cui approda l'autore è quella secondo cui i governi dovrebbero agire attraverso investimenti diretti sia all'educazione universitaria e superiore che alla formazione professionale.
Abstract di Arianna Gorletta

OESCH Daniel,
Occupational change in Europe: how technology and education transform the job structure.
Oxford: Oxford U.P., 2013.

Gli argomenti del libro:
The debate in the literature on occupational change; Occupational upgrading in Europe since 1990; Demand-side influences on occupational change: trade and technology; Supply-side influences on occupational change: education and migration; The role of institutions: Wage-setting and occupational change; Upgrading at the cost of unemployment?.



In biblioteca
alla collocazione: L 331.1094 OES OCC

martedì 1 luglio 2014

America's assembly line

David E. Nye, professore di Studi americani presso il Danish Insitute of Advanced Study dell'University of Southern Denmark, ripercorre la storia della catena di montaggio, il più famoso processo di produzione di massa, in occasione del centenario dall'invenzione ad opera della Ford Motor Company. Nell'affrontare l'esame di questa tecnologia produttiva e dei suoi protagonisti (industriali, lavoratori e intellettuali), l'autore fa principale riferimento al contesto statunitense, sebbene la sua dissertazione abbracci una prospettiva comparativa di respiro internazionale. Viene analizzata anche tutta quella serie di espressioni culturali che alla catena di montaggio furono ispirate. L'opera è divisa in 10 capitoli che affrontano rispettivamente: il contesto che rese possibile l'invenzione; la sua nascita; l'iniziale ambivalente responso del pubblico; la sua diffusione a livello mondiale nell'arco di un decennio; le crescenti critiche e le accuse di "disumanizzazione del lavoro" cui fu soggetta a partire dagli anni '30; il suo ruolo di bastione del capitalismo durante la Prima guerra mondiale e nei primi anni della Guerra fredda; le critiche da parte degli intellettuali e la disaffezione degli operai nei suoi confronti a partire dagli anni '60; la sua trasformazione in un sistema di produzione snella ad opera dei Giapponesi; la questione dei salari degli operai a fronte della diffusione del modello giapponese; le problematiche ambientali odierne e i tentativi di realizzazione di un sistema di produzione più sostenibile.
Abstract di Arianna Gorletta
 
NYE David E.,
America's assembly line.
Cambridge, MA: MIT press, 2013.

Gli argomenti del libro:
Context; Intention; Celebration; Export; Critique; Ware and cold war;  Discontent; Challenge; Global labor; Centenary.



In biblioteca
alla collocazione: L 658.533 NYE AME