giovedì 29 novembre 2012

The economics of beer

Nella prima parte del volume si affrontano la produzione e il consumo di birra sotto il profilo storico, a partire dall'età antica e dal Medioevo, in cui i monasteri rivestono un ruolo determinante come centri di produzione. Si analizzano anche le prime regolamentazioni del mercato nel 16.-17. secolo, in particolar modo in area tedesca con l'emanazione del Reinheitsgebot, e poi l'aumento vertiginoso della produzione dal 19. secolo, soprattutto in Belgio e, dai primi decenni del '900, in Germania, in Francia e in Gran Bretagna. Nel '900 la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d'America si affacciano sul mercato mondiale, sia come produttori che come consumatori: i contributi descrivono produzione e consumo in alcuni mercati come quello inglese, statunitense e tedesco, oltre ad analizzare la concorrenza nel settore, anche in relazione alla concentrazione industriale e all'internazionalizzazione dell'economia. Negli ultimi decenni del '900 e nei primi anni del 21. secolo emergono nuovi paesi nel campo della produzione e del consumo di birra: la Russia, per tradizione paese consumatore di altre tipologie di alcolici; la Cina, con una grande produzione che soddisfa il mercato interno ricorrendo pochissimo all'importazione; l'India, dove il consumo di birra è cresciuto dopo la fine delle restrizioni sugli alcolici e dove, in campo produttivo, intervengono gli investimenti esteri. Negli Stati Uniti invece cala la produzione (vengono citati i marchi storici, come Pabst e Falstaff), mentre il consumo si caratterizza per l'importazione, soprattutto di birre lager come la Corona, proveniente dal Messico. Alcuni contributi si soffermano sui comportamenti dei consumatori, ad esempio sul consumo di birra nei momenti di recessione economica, o sulle conseguenze del diffondersi della televisione nella seconda metà del '900.

SWINNEN Johan F. M. (editor),
The economics of beer,
New York: Oxford U.P., 2011.

Gli argomenti del libro:
History; Consumption; Industrial organization; The new beer markets.


In biblioteca
alla collocazione: L 338.4766342 ECO

sabato 24 novembre 2012

Research handbook on international environmental law

Il diritto internazionale ambientale viene descritto sul piano teorico e storico, rilevando le origini, i principi fondanti e anche i possibili sviluppi futuri. I contributi analizzano specifici aspetti della legislazione ambientale, come ad esempio le implicazioni legislative dello sviluppo sostenibile e del rapporto tra sviluppo economico e ambiente, anche in relazione alle conseguenze dello sfruttamento delle risorse e dell'ambiente sulle generazioni future; gli aspetti etici che animano i dabattiti sul diritto internazionale ambientale; il ruolo della World Bank nello sviluppo sostenibile; le responsabilità e la prevenzione nei confronti dell'ambiente. Tuttavia, il diritto internazionale sull'ambiente viene esaminato non solo nelle sue caratteristiche specifiche, ma anche in relazione al diritto internazionale in generale, legandolo al diritto sul commercio internazionale,  ai diritti dell'uomo e al diritto marittimo. La salvaguardia dell'ambiente di fronte allo sviluppo economico richiama anche il tema del pericolo del cambiamento climatico mondiale. Alcuni contributi si soffermano inoltre sull'importanza della tutela della biodiversità, anche per quanto riguarda gli ecosistemi marini. Infine, l'ultima parte si sofferma sulla protezione dell'ambiente in casi particolari, ad esempio durante i conflitti armati o nei disastri ambientali causati da industrie chimiche.

FITZMAURICE Malgosia - ONG David M. - MERKOURIS Panos (editors),
Research handbook on international environmental law.
Cheltenham; Northampton, MA: Elgar, 2010.

Gli argomenti del libro:
International environmental law as a system of international law; Theories and concepts of international environmental law; Substantive principles; Human rights to a clean environment; Responsability and liability for environmental harm; Dispute settlement and compliance; Biodiversity; Specific environmental protection regimes.


In biblioteca
alla collocazione: L 344.046 RES

sabato 17 novembre 2012

Handbook of innovation and services

Il volume propone una serie di contribuiti a proposito dell'innovazione dei servizi, cogliendo da una parte la caratterizzazione sempre più marcata delle economie sviluppate, ormai improntate per lo più ai servizi, dall'altra la tendenza negli ultimi decenni ad applicare ai servizi delle scelte di innovazione scientifica, tecnologica, organizzativa e sociale. Lo scopo è quello di definire i diversi tipi di innovazione, analizzandoli da più prospettive, e di individuare i modelli organizzativi dell'innovazione sfruttati nelle scelte strategiche delle aziende. Dopo una prima parte più teorica, in cui i servizi vengono definiti e differenziati sulla base della letteratura esistente e dei diversi approcci con cui sono in genere analizzati (assimilazione, integrazione e differenziazione), la seconda parte descrive la natura dell'innovazione dei servizi, analizzando come studi di caso imprese di servizi in diversi paesi a industrializzazione avanzata. In particolare, l'attenzione è posta sui servizi pubblici (servizi sanitari, istruzione), sui servizi culturali, gestiti da imprese creative o per l'intrattenimento, che puntano a migliorare la qualità della vita, e sull'innovazione sociale. La terza parte torna ad essere più teorica, analizzando i modelli organizzativi applicati all'innovazione dei servizi nella strategia delle imprese. I capitoli successivi propongono dei contributi sulle conseguenze dell'innovazione dei servizi sulla crescita, le prestazioni, l’occupazione e le competenze. Gli studi seguenti analizzano invece l'innovazione dei servizi muovendo da una prospettiva locale fino a quella globale, inserendo quindi nel contesto dell'internazionalizzazione economica la necessità di uno sviluppo innovativo delle imprese di servizi. Dopo alcuni riferimenti ai servizi d'ordine pubblico, l'ultima parte si sofferma sull'innovazione dei servizi all'interno di imprese di altri settori, ad esempio nelle imprese manifatturiere o nel campo delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione.

GALLOUJ Faïz - DJELLAL Faridah (editors),
Handbook of innovation and services: a multi-disciplinary perspective.
Cheltenham; Northampton, MA: Elgar, 2010.

Gli argomenti del libro:
Service and innovation: conceptual and analytical frameworks; The nature of innovation in services: sectoral analyses and case studies; Organisational and strategic patterns for service innovation; Innovation in services and through services; Innovation in services and national and international spaces; Innovation in services and public policy; Service innovation: beyond service sectors.


In biblioteca
alla collocazione: L 338.47 HAN

venerdì 9 novembre 2012

The Oxford handbook of corporate reputation

I contributi mirano a definire che cosa si intenda per reputazione dell'azienda e, di riflesso, che cosa debba essere escluso quando si parla di reputazione. Si analizzano le modalità di gestione e le motivazioni per cui la reputazione aziendale ricopre un ruolo importante nell'organizzazione dell'impresa. I primi capitoli descrivono le caratteristiche della reputazione aziendale, una risorsa intangibile che viene qui studiata per rilevare delle grandezze misurabili. Infatti, alcuni contributi si soffermano su come effettuare una misurazione della reputazione della propria azienda, raccomandando di usare le molteplici dinamiche elencate per poter avere un giusto riscontro rispetto al carattere multidimensionale di questa risorsa immateriale. In particolare, in quest'ambito risultano molto importanti l'impiego di tecnologie digitali, il monitoraggio delle politiche aziendali e la trasparenza d'impresa. I contributi successivi distinguono la reputazione dagli altri aspetti ad essa similari: il prestigio,
l'immagine, il marchio, l'influenza dello stato in cui l'azienda ha origine e, infine, la reputazione attribuita ai
dirigenti che guidano l'impresa. Si passa al ruolo ricoperto dalla reputazione aziendale, che risulta importante ad esempio per gli investimenti, sia pubblici che privati. Per questo motivo le imprese scelgono programmi di
autoregolamentazione anche tra diverse industrie del medesimo settore, creando una reputazione comune a cui tutti concorrono. Si individuano anche le implicazioni della reputazione aziendale con il mercato del lavoro e con la capacità delle aziende di attrarre talenti. L'ultima parte si sofferma su come debba essere gestita la reputazione aziendale, ad esempio nella differenza tra il tipo di informazioni che vengono trasmesse e da come esse vengano poi percepite.

BARNETT Michael L. - POLLOCK, Timothy G (editors),
The Oxford handbook of corporate reputation,
Oxford: Oxford U.P., 2012.

Gli argomenti del libro:
Charting the landscape of corporate reputation research; Show me the money: a multidimensional perspective on reputation as an intangible asset; What does it mean to be green?; An identity-based view of reputation, image, and legitimacy: clarifications and distinctions among related constructs; Waving the flag: the influece of country of origin on corporate reputation; Industry self-regulation as a solution to the reputation commons problem; A labor of love?; Strategic disclosure: strategy as a form of reputation management; Managing corporate reputation through corporate branding.

In biblioteca
alla collocazione: L 659.2 OXF