Che cosa raccontano i dati demografici e le trasformazioni tra generazioni sul futuro del paese? Tre libri recenti aiutano a comporre una risposta ampia e sfaccettata.
Ne La scomparsa dei giovani (Chiarelettere 2025) Alessandro Rosina affronta uno dei nodi più urgenti del nostro tempo: la diminuzione del peso delle nuove generazioni com'è noto ha conseguenze dirette su welfare, pensioni, sanità, lavoro e immigrazione. Il libro pone una questione decisiva: quale spazio resta ai giovani in un paese che rischia di diventare sempre più anziano e sempre meno capace di rigenerarsi?
Più interessato a fotografare il momento presente è Il secolo delle generazioni di Isabella Pierantoni (Il Mulino 2026): per la prima volta nella storia otto generazioni si trovano a convivere insieme, spesso con sistemi di valori, linguaggi e aspettative differenti: come si trasforma questa convivenza in una risorsa per individui, comunità e organizzazioni?
Sul terreno della ricerca empirica si colloca infine La generazione-Z all'università (Il Mulino 2026). Basato su un’indagine condotta in tre grandi atenei del Nord Italia, il volume di Asher Colombo, Gianpiero Dalla Zuanna e Manuela Scioni si concentra sugli atteggiamenti e sulle opinioni degli studenti, in particolare nei confronti delle minoranze etniche, religiose, sessuali e immigrate - un osservatorio privilegiato per delineare il modo in cui i giovani guardano al loro futuro e al futuro di tutta la società.
Si affianca a questi volumi la nuova edizione dell'ormai storica pubblicazione a cura dell'Istituto Toniolo La condizione giovanile in Italia (Il Mulino 2026). Attraverso una lettura comparata, il Rapporto Giovani 2026 indaga il complesso scenario in cui si trovano a vivere e a operare i giovani, approfondendo temi come mobilità internazionale, disuguaglianze, relazioni, fiducia, media digitali, fake news e cittadinanza globale.
I volumi sono disponibili al prestito in Biblioteca
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